Il porto Commerciale “j’a fa’ o nun j’a fa’?”

Che ne pensate? Rispondete, se volete, dopo aver letto l’articolo. Grazie
IL SONDAGGIO SI CHIUDERA’ TRA 30 GIORNI.
RISPONDETE PERCHE’ L’OPINIONE DELLA CITTADINANZA E’ FONDAMENTALE

 

A Fiumicino accadono paradossali, “singolari” avvenimenti. La Presidente del Consiglio comunale di Fiumicino nell’intervista rilasciata al Faro On Line (27-03-2014) dichiara che il Porto è una grande opportunità per l’Amministrazione di Fiumicino, che dobbiamo saper cogliere per rilanciare l’occupazione e l’economia del nostro Comune (1)”. Nel medesimo pezzo, viene riportato che 160 milioni di €, dei 905 stanziati per la “Piattaforma Lazio” , sono destinati alla realizzazione del Nuovo Porto Commerciale (d’ora in avanti indicato con la sigla Nuovo PC) di Fiumicino. Tale dichiarazione segue quella “ufficiale”, in “diretta streaming aperta a tutti” e quindi registrata in audio, della consigliera Fabiola Velli, nella quale viene affermato che il Nuovo PC “non si farà né ora né mai”. Da cittadino -e quasi psicologo- mi dico: la realtà ed i suoi significati vengono costruiti socialmente (Varisco, 2002), perciò non vi sono Verità assolute, ma unicamente interpretazioni fallibili degli eventi passati e presenti. In questo caso, però, vi sono due affermazioni, provenienti da istituzioni (la Velli è consigliera comunale, la Califano è Presidente del consiglio comunale) in totale opposizione tra loro. Quale scegliere? Prima di far nascere in altri cittadini una risposta, dovrò mostrare alcuni fatti -evidenze empiriche direbbero gli scienziati, estratti da atti ufficiali (procedura VIA per l’approvazione del Nuovo Piano Regolatore Portuale di Fiumicino – NPRP)- che, gettando nuova luce sui fatti sopra riportati, potrebbero condurre ad una nuova lettura, ad una nuova interpretazione di entrambe le dichiarazioni. Gli atti ufficiali contenuti nella procedura VIA regionale (Valutazione Impatto Ambientale) relativa al NPRP descrivono un impatto ambientale dell’opera, erosione sul litorale fiumicinese, ufficialmente non attenuato da alcun intervento umano di mitigazione. Ecco l’estratto che comprova tale affermazione:

Screenshot parere Regione Lazio su erosione dovuta alla costruzione del Porto

Screenshot parere Regione Lazio su erosione dovuta alla costruzione del Porto

Che ne penseranno i balneari di Fregene? A noi cittadini ed a loro, i balneari, l’ardua sentenza! Se fossi un balneare, proprietario di uno stabilimento a Fregene, mi chiederei: vorrei perdere altri 33,9 metri di spiaggia, come avvenuto dal 2001 sino ad oggi (google Earth), l’indotto derivante dal mancato affitto degli ombrelloni oppure sedersi ad un tavolo istituzionale e capire cosa succederà alle loro attività commerciali dopo la sicura/improbabile costruzione del Porto? Ricordo in questa sede altri piccoli elementi di criticità risultanti dagli studi EUROSION (2004):

– il Lazio ha un indice di fattore di rischio per erosione costiera elevato ed è soggetto ad innalzamento acque;
– la causa dell’erosione non è dovuta solo a fattori naturali, ma dal 2004, l’origine umana dei fattori di rischio ha sorpassato quella naturale
– le principali cause antropiche (dovute all’uomo) dell’erosione sono porti e dragaggi (scavi e prelievi di fondale per facilitare accesso ai porti e passaggio navi negli spazi antistanti i porti), passaggio di traghetti veloci, ferry boat, costruzione di più dighe sullo stesso fiume che, altrimenti, contribuirebbe alla sedimentazione di materiale pietroso/sabbioso sugli arenili, la costruzione di pennelli a mare (specialmente perpendicolari alla linea di costa) come nel caso del Nuovo PC;
– nelle procedure di VIA non viene preso in considerazione l’impatto a medio e lungo termine dei danni ambientali procurati dalle opere a mare e sulla costa
 i privati non contribuiscono alle spese, principalmente pubbliche (sia a livello nazionale che europeo), finalizzate al ripascimento (2) e/o alla riparazione di danni procurati dalle loro stesse opere
Prossime notizie su questo blog nei prossimi giorni
L’articolo è il 1° di 4
Autore: – Armando Alexander Napoletano
                  Spirito Libero e Canesciolto

Note:

(1). Articolo del Faro On Line – “Opere pubbliche, 160 milioni di euro per il porto commerciale

(2). Ripascimento – Il ripascimento costiero ultimamente è un argomento che ha assunto una grande importanza per la necessità del ripristino artificiale delle condizioni preesistenti o ideali di tratti sabbiosi marini, ma anche lagunari e fluviali, quasi sempre quindi spiagge utilizzate a fini turistici presso località balneari, attraverso l’azione di riporto di volumi di sabbia con le stesse caratteristiche peculiari del sito interessato

Bibliografia:

Varisco, B. M. (2002), Costruttivismo Socio-Culturale. Genesi filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche. Carocci Editore S.P.A., Roma pp.37-38

Sitografia:

Ministero Ambiente – Variante al Piano Regolatore Portuale di Fiumicino – documenti

studi EUROSION sull’erosione costiera in Europa

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