Dittatura del PIL, Cultura e governanti in-(el)etti

Ovvero come i Civico-Democratici aggrediscono la spesa pubblica

La Giannini a Ballarò: "L'istruzione

La Giannini a Ballarò: “L’istruzione

La Giannini, segretario di Scelta Civica nonché ministra della Pubblica Istruzione, docet: “Il ministero dell’Istruzione serve a tagliare la spesa pubblica” secondo una logica di “aggressione” orientata al medesimo scopo. In questo paese, guidato da una logica sovvertita e da Governi non più eletti dai cittadini bensì nominati in congressi di partito, un diritto pubblico diviene aggredibile per esigenze di cassa e di rientro dal deficit.

Probabilmente “sottrarre” 14 milioni di € al MIUR nel 2014, nella mente della neo-ministra e del suo satiro ispiratore Renzi, risolverà il problema annoso del rapporto deficit/PIL italiano, enormemente sbilanciato, e permetterà allo Stato di contenere il deficit, giunto ormai a 2.200 miliardi di €. Infatti, questi 14 milioni di € di tagli costituiranno, in percentuale, ben lo 0,07 % del debito pubblico dell’intera nazione, giustificando in pieno la logica di tagli pressoché lineari ideato dai governanti in-(el)etti pro tempore. Uscendo dalla logica binaria Twitter-iana e da Ballarò, programma dalle quali sono state tratte le precedenti citazioni colte, la formazione culturale e la ricerca, invece di costituire la prima fonte “energetica” della comunità Italia, divengono invece “strumenti” di contenimento della spesa secondo una logica liberista tutta italiana e pienamente Democratica, anzi, Civico-Democratica.

Martha Nissbaum, famosa docente americana che in Italia godrebbe dell’appellativo di “oltranzista e populista”, osa invece affermare: “Se il PIL di un determinato paese cresce, ma diminuisce il numero di persone deprivate del diritto all’istruzione […]possiamo dire che quel paese progredisce?”. La risposta, affermativa, che i nostri attuali politici al potere potrebbe dare per scontata, viene smentita dalle ricerche di Jean Dréze e Amartya Sen (Economy Nobel prize). Il premio Nobel  ha infatti scoperto che, da studi comparati sugli stati indiani, “la crescita economica non migliora automaticamente la qualità della vita in settori cruciali come la sanità e l’istruzione” (Nissbaum, 2011, p. 52). Recidiva ma non contenta, l’Americana aggiunge in un’altra opera che “un’istruzione finalizzata soltanto alla crescita economica, innanzi tutto, non potrà che disprezzare” le Lettere e le Arti nella “formazione dei giovani, perché apparentemente non servono al successo economico, personale o nazionale che sia”.  In attesa di sapere se l’Italia debba subire un ulteriore taglio dei fondi alla pubblica istruzione, continuerò a cibarmi di cultura.

P.S.: L’Italia (dati Ocse 2013) è ultima per la spesa per istruzione tra i Paesi industrializzati.

Bibliografia 

Nussbaum, M. (2013). Non per profitto. Perchè le democrazie hanno bisogno della cultura umanista. Società Editrice Il Mulino, Bologna

Nissbaum, M. (2011). Creare capacità. Liberarsi dalla dittatura del PIL. Società Editrice Il Mulino, Bologna

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STATO-MAFIA o MAFIA DI sTATO: sul voto di scambio

Per una una legge “lupara, tarallucci e vino”

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 Nel 1969, durante la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia in Sicilia, il capo della Polizia Angelo Vicari pronunciò queste parole: “ritengo che una volta che la Commissione abbia accertato che una persona è mafiosa, abbia il dovere di segnalarla”. 

Nelle stesse aule, nel medesimo luogo istituzionale, lo scorso 14 Aprile il Senato, con i voti del PD e di Forza Italia, ha approvato a maggioranza la modifica dell’art.416 ter del codice penale che punisce  il cosiddetto voto di scambio, ovvero il connubio politico-mafioso al fine di ottenere vantaggi condivisi da entrambe le parti in causa. Il nuovo articolo, a seguito del ritiro dell’emendamento avanzato da Felice Casson  poiché troppo duro a detta di politici e di alcuni magistrati, non prevede l’inasprimento delle pene che ci si attenderebbe invece dalle istituzioni nei confronti dei politici collusi con la mafia. Infatti, la pena minima viene ridotta da 7 anni a 4 anni, e la pena massima da 12 anni a 10.

Contenti tutti? 

I fatti sembrano dire il contrario. 

Don Ciotti, fondatore di Libera, è una delle voci fuori dal coro parlamentare, assieme ai senatori del Movimento5Stelle, constatando a malincuore che “resta aperta la questione delle pene”. Come accennato, anche il M5S ci va giù pesante, come dovuto in questi casi, rispondendo alle dichiarazioni boldriniane di Piero Grasso: “Ci si scandalizza per i nostri modi e i nostri termini e non ci si scandalizzava a sedersi accanto ad uno come Andreotti che andava in Sicilia a dare ordini alla mafia”, dichiara Mario Michele Giarrusso.

Ancor più grave, poiché avanzata da tecnici, è l’affermazione di alcuni magistrati antimafia del Nord Italia a proposito della nuova modifica del codice penale: “il vero voto di scambio è costruito dalle organizzazioni mafiose attingendo alla propria rete di contatti, senza forzatura. È questo – continuano i pm -il metodo con cui si realizza l’infiltrazione delle cosche al nord, e con il nuovo 416 ter resterebbe impunito o punito solo lievemente, come corruzione elettorale”. 

Nel quanto mai vicino 1969, Vincenzo Corallo, presidente del gruppo del Partito Socialista Italiano d’unità proletaria affrontava così la questione durante la Commissione d’inchiesta sulla Mafia: “Non c’è dubbio che una personalità mafiosa, che dispone di voti da offrire, rappresenta una raccomandazione autorevole”. Sotto elezioni questo non sembra essere un buon auspicio per l’Italia onesta, a dispetto di quanto dichiarato dall’onorevole Luigi Zanda: ”l’approvazione di questa legge, attesa da quasi trent’anni, e’ un’ottima notizia per il Paese ed entrerà in vigore subito, in tempo per la campagna elettorale delle europee”.

Questa è la lotta alla mafia che alcuni esponenti del PD portano avanti. 

Fonti:

Dichiarazioni da “Il Fatto Quotidiano”;

Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia – sedute del 26 Febbraio e del 15 Ottobre 1969

EURO SI, EURO NO: LA DOMANDA E’ SBAJATA

Euro crack by AREND_PressEurop

Euro crack by AREND_PressEurop

“A livello globale, la deregolamentazione finanziaria 

ha favorito una crisi debitoria di proporzioni epocali,

comparabile a quella seguita alla II guerra mondiale” (p. 266)

“Nell’Eurozona, il riferimento a un obbiettivo di 

inflazione europeo, […] ha portato la BCE a

praticare politiche troppo espansive perché 

tarate sui risultati e sui bisogni del Nord” (p.268) 

Alberto Bagnai (2012)

“Quando la politica monetaria arriva al punto di 

scegliere fra inflazionare o deflazionare l’economia,

fra favorire debitori o creditori, fra salvare selettivamente 

alcuni piuttosto che altri, fra permettere o impedire 

alle banche di avere atteggiamenti collusivi, 

nessun Paese democratico può lasciare decisioni simili 

a tecnici non eletti

La dottrina dell’indipendenza della banca centrale diventa impossibile da sostenere” 

Central Banking Doctrine in Light of the Crisis. A. Leijonfhufvud 2008

SCADENZA SONDAGGIO LUNEDì 13 MAGGIO 2014

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Libreria Aseq – Roma – presentazione del libro “L’Allucinazione della Modernità”

Presentazioni della settimana

(7 – 13 aprile 2014)

L'Allucinazione della</p>
<p>Modernità libro

L’Allucinazione della Modernità

Venerdì 11 aprile 2014 alle 20.30

presso la Libreria Aseq in Via dei Sediari 10.

Relatori: Pier Paolo Dal Monte e Francesco Cecere

L’Allucinazione della Modernità
di Pier Paolo Dal Monte
Editori Riuniti University Press

La prima parte del libro consiste di una disamina critica dell’ideologia che sottostà al nostro modello di sviluppo dove si pone in evidenza l’insostenibilità dal punto di vista energetico e ambientale del modello della crescita produttiva del nostro modello di sviluppo, con esempi che trattano della produzione di cibo, del consumo di idrocarburi (picco del petrolio) e del riscaldamento globale. La seconda parte consiste in una disamina storico-filosofica della genesi del pensiero moderno, ovvero del percorso che ha portato ai dogmi della crescita e del dominio del mondo, nonchè di un’analisi storica della civiltà industriale. La terza parte analizza la «mitologia della modernità », ovvero il complesso di «idee guida» che informano il pensiero moderno e, nella fattispecie il mito economico e quello dello «scientismo». Nella quarta e ultima parte viene analizzata, dal punto di vista sociologico-filosofico, l’alienazione dell’uomo nella moderna società dei consumi e l’evoluzione del capitalismo fino alle ultime fasi di grave crisi del nostro modello economico. L’ultimo capitolo tratta di come l’immaginazione sia importante nel plasmare la nostra concezione del mondo e  si analizza il concetto di immaginazione dal punto di vista storico, filosofico e metafisico, cercando di fornire qualche suggestione su come potrebbe essere una diversa immaginazione per costruire un mondo diverso da quello attuale.

Pier Paolo Dal Monte, Chirurgo, è stato impegnato, per diversi anni nella realizzazione di  brevetti in campo chirurgico e nella divulgazione delle tecniche correlate. Ha partecipato come relatore in più di 100 congressi medici internazionali su tematiche relative alla chirurgia, alla bioetica, alla sostenibilità e all’epistemolgia.
Da molti anni studioso di problematiche relative alla crisi del modello socioeconomico e culturale della modernità. Relatore in numerose conferenze su temi relativi alla sostenibilità e alla ridefinizione del paradigma culturale che informa il nostro modello sociale.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e coautore di tre libri di argomento chirurgico.
È inoltre coautore del libro “Debiti pubblici, Crisi economica e Decrescita felice”, col capitolo “La soluzione finale: il mondo come merce e come mercato”( Editori Riuniti-University press 2012); nonchè del libro “Argomenti di bioetica chirurgica” col capitolo “La dissoluzione dell’etica nell’età della tecnica: Impossibilità e necessità dell’etica” (Bonanno, 2013), e autore Del libro “L’allucinazione della modernità”, (Editori Riuniti-University press 2012).
È Presidente dell’associazione Vita Activa.

Francesco Cecere Manager nel settore della grande distribuzione, vice presidente associazione culturale Vita Activa , studioso valori segni e comportamenti di spesa e consumo (alimentare, salute e bellezza in primis).

Il porto Commerciale “j’a fa’ o nun j’a fa’?”

Che ne pensate? Rispondete, se volete, dopo aver letto l’articolo. Grazie
IL SONDAGGIO SI CHIUDERA’ TRA 30 GIORNI.
RISPONDETE PERCHE’ L’OPINIONE DELLA CITTADINANZA E’ FONDAMENTALE

 

A Fiumicino accadono paradossali, “singolari” avvenimenti. La Presidente del Consiglio comunale di Fiumicino nell’intervista rilasciata al Faro On Line (27-03-2014) dichiara che il Porto è una grande opportunità per l’Amministrazione di Fiumicino, che dobbiamo saper cogliere per rilanciare l’occupazione e l’economia del nostro Comune (1)”. Nel medesimo pezzo, viene riportato che 160 milioni di €, dei 905 stanziati per la “Piattaforma Lazio” , sono destinati alla realizzazione del Nuovo Porto Commerciale (d’ora in avanti indicato con la sigla Nuovo PC) di Fiumicino. Tale dichiarazione segue quella “ufficiale”, in “diretta streaming aperta a tutti” e quindi registrata in audio, della consigliera Fabiola Velli, nella quale viene affermato che il Nuovo PC “non si farà né ora né mai”. Da cittadino -e quasi psicologo- mi dico: la realtà ed i suoi significati vengono costruiti socialmente (Varisco, 2002), perciò non vi sono Verità assolute, ma unicamente interpretazioni fallibili degli eventi passati e presenti. In questo caso, però, vi sono due affermazioni, provenienti da istituzioni (la Velli è consigliera comunale, la Califano è Presidente del consiglio comunale) in totale opposizione tra loro. Quale scegliere? Prima di far nascere in altri cittadini una risposta, dovrò mostrare alcuni fatti -evidenze empiriche direbbero gli scienziati, estratti da atti ufficiali (procedura VIA per l’approvazione del Nuovo Piano Regolatore Portuale di Fiumicino – NPRP)- che, gettando nuova luce sui fatti sopra riportati, potrebbero condurre ad una nuova lettura, ad una nuova interpretazione di entrambe le dichiarazioni. Gli atti ufficiali contenuti nella procedura VIA regionale (Valutazione Impatto Ambientale) relativa al NPRP descrivono un impatto ambientale dell’opera, erosione sul litorale fiumicinese, ufficialmente non attenuato da alcun intervento umano di mitigazione. Ecco l’estratto che comprova tale affermazione:

Screenshot parere Regione Lazio su erosione dovuta alla costruzione del Porto

Screenshot parere Regione Lazio su erosione dovuta alla costruzione del Porto

Che ne penseranno i balneari di Fregene? A noi cittadini ed a loro, i balneari, l’ardua sentenza! Se fossi un balneare, proprietario di uno stabilimento a Fregene, mi chiederei: vorrei perdere altri 33,9 metri di spiaggia, come avvenuto dal 2001 sino ad oggi (google Earth), l’indotto derivante dal mancato affitto degli ombrelloni oppure sedersi ad un tavolo istituzionale e capire cosa succederà alle loro attività commerciali dopo la sicura/improbabile costruzione del Porto? Ricordo in questa sede altri piccoli elementi di criticità risultanti dagli studi EUROSION (2004):

– il Lazio ha un indice di fattore di rischio per erosione costiera elevato ed è soggetto ad innalzamento acque;
– la causa dell’erosione non è dovuta solo a fattori naturali, ma dal 2004, l’origine umana dei fattori di rischio ha sorpassato quella naturale
– le principali cause antropiche (dovute all’uomo) dell’erosione sono porti e dragaggi (scavi e prelievi di fondale per facilitare accesso ai porti e passaggio navi negli spazi antistanti i porti), passaggio di traghetti veloci, ferry boat, costruzione di più dighe sullo stesso fiume che, altrimenti, contribuirebbe alla sedimentazione di materiale pietroso/sabbioso sugli arenili, la costruzione di pennelli a mare (specialmente perpendicolari alla linea di costa) come nel caso del Nuovo PC;
– nelle procedure di VIA non viene preso in considerazione l’impatto a medio e lungo termine dei danni ambientali procurati dalle opere a mare e sulla costa
 i privati non contribuiscono alle spese, principalmente pubbliche (sia a livello nazionale che europeo), finalizzate al ripascimento (2) e/o alla riparazione di danni procurati dalle loro stesse opere
Prossime notizie su questo blog nei prossimi giorni
L’articolo è il 1° di 4
Autore: – Armando Alexander Napoletano
                  Spirito Libero e Canesciolto

Note:

(1). Articolo del Faro On Line – “Opere pubbliche, 160 milioni di euro per il porto commerciale

(2). Ripascimento – Il ripascimento costiero ultimamente è un argomento che ha assunto una grande importanza per la necessità del ripristino artificiale delle condizioni preesistenti o ideali di tratti sabbiosi marini, ma anche lagunari e fluviali, quasi sempre quindi spiagge utilizzate a fini turistici presso località balneari, attraverso l’azione di riporto di volumi di sabbia con le stesse caratteristiche peculiari del sito interessato

Bibliografia:

Varisco, B. M. (2002), Costruttivismo Socio-Culturale. Genesi filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche. Carocci Editore S.P.A., Roma pp.37-38

Sitografia:

Ministero Ambiente – Variante al Piano Regolatore Portuale di Fiumicino – documenti

studi EUROSION sull’erosione costiera in Europa

14th december 2010: OUR NATION IS FALLING INTO PIECES

Simboli di un paese alla deriva

Simboli di un paese alla deriva

OUR NATION IS FALLING INTO PIECES (AND DRIVING CRAZY)

Some reflections about 14th December facts.

This is the broken glass of a country that’s falling apart. Where the one and only hidden goal of left-and-right parties, of strumentalized-protestors, book-fucking-blockers and apprentice-politician-students is POWER (Parliament chair and money).

The manifest goal is that – depending on ‘politics trend’- to lay Mr. S.B. down or to back him, not to propose anything else that could seems to be a good project for Italy.

The crazyness of this paradoxical situation was resulted evident on 14th December 2010.

My work collegues have sent their sons out to the protest as slaughtering lambs, despite they were be informed about what it would be at the march. Which parents, hating Berlusconi, could be to hate their flesh and blood at this level ?

And which students could say, during Annozero – Santoro’s tv program –, in true conscience, that the actual causes of the 14th December devastations could be due to the missing government’s response to the past graduates’ protests?

As a student, I don’t want that my occupation be dishonoured by people that are actually studying to become the next ‘Baroni’ (teacher that rules in italian University like a godfather or simply like a tycoon) or next mafioso politicians, colluded and agreed with the street violence. They reach mutual understanding with part of the protest’s organizers about the planned use of violence in a situation of political empasse.

In conclusion, I don’t want to get strumentalized by anyone, anymore!

VERSIONE ITALIANA

Questo è lo specchio (infranto) di un paese alla deriva, nel quale sembra esistere un solo vero obbiettivo per sinistra, destra e pseudomanifestanti bookblockers, il POTERE. L’obbiettivo manifesto è quello – a seconda degli ‘orientamenti politici’- di abbattere SB o di farlo rimanere in sella. La follia di questa situazione paradossale si è svelata MArtedì. Figli di colleghe sono stati mandati alla manifestazione come agnelli al macello, nonostante queste fossero informate di ciò che sarebbe successo di lì a poco. Quale genitore, odiando Berlusconi, può riuscire ad odiare il sangue del suo sangue? E quale ‘studente’ può dire ad Annozero, rimanendo con la coscienza pulita, che la vera causa delle devastazioni del 14 sono imputabili unicamente alla mancata risposta del Governo agli ‘studenti’. Io non voglio più che la mia occupazione venga infangata così da persone che stanno studiando – si- , ma per divenire i futuri Baroni o politici mafiosi,collusi e favorevoli alla violenza nelle strade, con il pieno accordo di parte degli organizzatori delle manifestazioni.

NON VOGLIO PIù ESSERE STRUMENTALIZZATO!!!

Intervento in Consiglio di Facoltà di Psicologia e Medicina – Armando Alexander Napoletano

Intervento in CdF Medicina e Psicologia 15-12-2010 di Armando Alexander Napoletano, studente e Presidente dell’ass. universitaria apartitica e laica EWO2009

Il responsabile

Oggetto:

Il mio intervento mira ad elencare i problemi logistici, didattico-formativi e di diritto degli studenti, legati all’aggregazione tra le due facoltà di Psicologia e la facoltà di Medicina 2.

Il primo, tra questi, è dato dalla quasi impossibilità logistica ( a prescindere da qualsivoglia accordo Interdipartimentale), da parte degli studenti, nel raggiungere la struttura ospedaliera Sant’Andrea, ormai facente parte di una facoltà anche a matrice psicologica, benché ancora sulla carta, non nei fatti.

Secondo problema:

la formazione dello psicologo prevede un TIROCINIO in STRUTTURE CONVENZIONATE CON LA FACOLTA’, da svolgere nell’arco di 1 anno per un totale di 1000 ore.

I dipartimenti di Medicina permetteranno, ai tirocinanti di Psicologia 1 e 2, l’accesso alle loro strutture ospedaliere e a prendere visione dei pazienti;ovvero permetteranno di usufruire dell’unico punto di forza dell’aggregazione ( o , meglio, Anschluss- Germania / Austria 1938) posto in essere dal rettore, da Medicina2, nonché benevolmente accolta da parte dei CdF delle ex Facoltà di Psicologia1 e 2?

Terzo problema:

Quale sarà la riorganizzazione dei CdL di Psicologia e quale la partecipazione degli studenti a questa pianificazione riorganizzativa, in assenza di rappresentanze studentesche -seppur previste da regolamenti e statuto pre riforma Frati e mai attivate- in seno ai Ccl, ai Dipartimenti, al NVF e in commissione didattica (commissione paritetica della didattica)?

In merito all’ultimo organo, vorrei ricordare che in sua assenza (NON ISTITUZIONE) secondo i DM.509/99 e 270/04 (art.12 comma3), i nostri attuali regolamenti didattici non sarebbero dovuti esser approvati.

Nell’art.12 infatti, figura il termine ‘previo’ in relazione alla locuzione ‘le disposizioni dei regolamenti didattici dei CdStudio concernenti la coerenza tra CFU assegnati alle att. formative e gli specifici obbiettivi formativi programmati dalle competenti strutture didattiche, sono deliberate previo parere favorevole di commissioni didattiche paritetiche’.

Come indicato nella Garzantina ed in altri e innumerevoli dizionari della lingua italiana, l’utilizzo di ‘previo’ pone un’obbligatorietà preliminare ad ogni successivo atto esecutivo, legislativo e burocratico. Perciò, in caso di mancata istituzione di tale organo, tutte le seguenti decisioni in merito ai reg. Didattici, non sono a norma di legge!

Le PROPOSTE:

1) Vorremmo che fosse istituita tale Commissione, richiesta condivisa dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari MATTIA SOGARO, nonché dalla prof. Guariglia e dal prof. Aglioti, indette le elezioni dipartimentali, prevedendo che tutti gli studenti afferenti ad ogni dipartimento possano essere elettori ed eleggibili.

2) Richiediamo che vengano determinati ed istituite per tutti gli insegnamenti le date di app. straordinario di febbraio (come deliberato dal consiglio di Facoltà del 29/10/2010 ) entro fine Dicembre 2010.

In conclusione, noto, con estremo rammarico, la noncuranza e l’indifferenza, da parte di alcuni dei nostri rappresentanti in CdF, dimostrati nei confronti del rispetto dei diritti degli studenti e dell’applicazione delle normative vigenti, l’ostracismo nei confronti dell’attivazione del Comm. Par. Didattica (proposta ai rappresentanti, in CdF e in Presidenza anche con protocollo 210 del 2010) e nel proporre variazioni e/o interazioni al nuovo impianto didattico dei CdL dei Dipartimenti di Psicologia (allegato A).

La strumentalizzazione della follia CollettivaL’ interesse, come dimostrato dalla giornata di manifestazione e di guerriglia urbana del 14 Dicembre, sembra più rivolto a fattori esterni alla Facoltà, come la caduta del governo e il netto no, senza proposte, al DDL 1905b (Gelmini), che agli interessi degli studenti;  fatto peraltro comprensibile, ma distante dai doveri istituzionali di rappresentanza.

Lo scollamento tra questi e le azioni reali poste in essere dai rappresentanti stessi , ha condotto ad una mancanza di qualsivoglia forma di contrasto propositivo ai nuovi assetti di Facoltà (peraltro appoggiati con un comunicato ufficiale dei rappresentanti degli studenti in Senato Accademico de ‘La Sapienza’, quest’estate) e alla nuova idea di formazione universitaria che, tramite questi,  si vuole approvare senza il benché minimo coinvolgimento attivo e istituzionalizzato degli studenti.

Seguiamo le nostre idee,

rivalutiamo le nostre competenze,

creiamo il nostro futuro,

ora e sempre.

Diveniamo ciò che siamo


Roma, lì 15/12/2010                                                                             in fede

Armando Alexander Napoletano